Riflessioni

AIUTARE IL BAMBINO A VIVERE LE SUE EMOZIONI

Spesso i genitori mi contattano per difficoltà nella gestione delle emozioni dei loro figli. Solitamente mi viene chiesto "Come faccio a fargli passare la rabbia?"
"Come faccio a non farlo essere triste?"
"Come posso fargli smettere di avere paura?"

La verità è che, per quanto desideriamo che i nostri figli siano sempre felici, ciò non è possibile e, diciamocelo, nemmeno sano. Le emozioni, tutte le emozioni, sono lecite e utili, hanno un loro scopo e segnalano qualcosa.
Vi è mai capitato di essere arrabbiati con qualcuno e di sentirvi dire "eh dai, non ti devi arrabbiare!" ?
Oppure di essere tristi e di sentirvi dire "Basta piangere, non c'è motivo di essere triste"?
O ancora, di aver paura e di sentirvi dire "Ma non c'è niente di cui aver paura! Basta"?

Si? Vi è capitato? E come mi siete sentiti? Capiti, "visti", aiutati? O ancora più in difficoltà, tristi, arrabbiati?

Per i nostri figli è esattamente la stessa cosa. Quando l'emozione arriva, arriva. Quello che possiamo fare è stare vicino ai nostri figli, facendoli sentire al sicuro e non soli mentre vivono e attraversano la loro emozione sgradevole. Questo pian pianino li aiuterà a trovare un modo per regolarsi, senza temere l'emozione o cercare di evitarla a tutti i costi.

Certo,non è facile. Per questo sono qu


Alzi la mano chi, almeno una volta, è caduto in questa trappola
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Silenzi
Porte sbattute
Urla
Pianti
Telefono sempre in mano
Erano i nostri figli, i nostri piccoli, e ora non li riconosciamo più...un piccolo alieno si è impossessato di loro e si manifesta quando meno ce lo aspettiamo
È l'adolescenza
Ci siamo passati, ma a volte non ce lo ricordiamo
Ci siamo passati e avremmo sperato di non dover ripetere, grazie, ho già dato
E gli adolescenti in pandemia sono ancora più strani, più difficili, più in difficoltà
Privati della loro socialità, dei luoghi e dei tempi per sperimentarsi e differenziarsi... faticano a scoprire chi sono
A volte si ritirano, a volte sono (molto, terribilmente) irrequieti e irascibili
Ora più di sempre hanno bisogno di essere guidati a gestire questo periodo difficilissimo
Alcuni suggerimenti
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IL GENITORE PERFETTO NON ESISTE
Me lo chiedono in tanti
"Com'è essere una mamma e anche psicologa?"
Molti aggiungono "Beata te, sai saprai sempre come fare!"
Com'è essere una mamma psicologa?? La verità è che è...TERRIBILE
L'aspettativa degli altri è che tu faccia sempre la cosa giusta al momento giusto...e quindi che i tuoi figli siano perfetti (e un po' forse è anche l'irrealistica aspettativa della mamma-psicologa).
Vi svelo un segreto...anche le mamme psicologhe sbagliano (e molto) e anche i figli delle mamme psicologhe possono essere fastidiosi, piagnucolosi, capricciosi, problematici come tutti gli altri
La verità è che il genitore perfetto non esiste.
Il genitore che la fa sempre giusta, che non la sbaglia mai, che non è mai stanco/frustrato/arrabbiato/preoccupato/esaurito/... beh, quel genitore non esiste nella vita vera.
Esistono genitori umani, con le loro debolezze e fragilità, genitori con pensieri, preoccupazioni, stanchezza, aspettative. Quei genitori siamo noi, tutti noi
A tutti noi capita di non fare la cosa giusta, di reagire troppo forte perché esasperati o stanchi, di sentirci sfiduciati e affranti...e poi di sentirci in colpa per questo
MA
anche quando sbagliamo possiamo sempre recuperare e ricucire la relazione con i nostri figli.
Come? Lo vedete nell'immagine
 


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Che cosa difficile, che responsabilità immensa....
È vero, i bambini, qualsiasi età abbiano, ci guardano e hanno un "sistema di antenne" tutto loro abilissimo nel "leggerci" e nel "sentirci". Sono un grado, fin da neonati, di cogliere, in maniera automatica ed inconsapevole, molti segnali non verbali dello stato d'animo di noi genitori....la tensione nelle nostre braccia quando li prendiamo addosso, l'impercettibile e rapidissima dilatazione delle nostre pupille quando siamo spaventati, l'incongruenza tra le nostre parole e il tono di voce o la postura...sono tutti segnali che arrivano al cervello del bambino e che lo mettono automaticamente in uno stato di allerta.
Mentire e nascondere nella maggior parte dei casi è totalmente inutile.
Che fare allora?
Me lo sono chiesta spesso, soprattutto in questi lunghi mesi di pandemia, dove la tensione, la preoccupazione, la solitudine sono particolarmente evidenti e palpabili
Ho riflettuto, mi sono confrontata (eh sì, anche le mamme psicologhe a volte faticano con le loro emozioni) e penso che le risposte siano 2
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